Qualche sera fa nel bar di Abu George si siede al nostro tavolo un signore di nome Said Mahmud che di lavoro fa il giornalista e il capo redattore di una rivista che aprirà i battenti il prossimo mese. Mi invita la sera sucessiva a uno spettacolo di teatro tenuto da una coppia di attori gemelli, Muhammad e Ahmad Malas, conosciuti per il loro talento e le loro dissidenze in tutta la Siria. Ci diamo appuntamento nell’art cafè Ninar, a due passi da Bab Sharki, altamente frequentato da intellettuali e artisti della capitale. Al tavolo con Said, siede un produttore cinematografico e un attore di cinema. Nomi che ovviamente non mi dicono nulla e che ho dimenticato il secondo dopo che mi sono stati detti, ma a quanto dice la gente qui, famosissimi. Tra un bicchiere e l’altro di birra schifosa mi cade dal cielo una proposta di lavoro. E l’accordo è fatto. Scriverò per la rivista come corrispondente straniera da Damasco prima, e corrispondente estera da Londra poi. Un articolo al mese, 100$ ad articolo. Per una rivista che a quanto gira voce al cafè Ninar cambierà l’orizzonte culturale di questo paese, ma staremo a vedere. Quasi tutte le maggiori firme del paese ci hanno già messo lo zampino, Said conosce cani e porci e le pubblicità fanno già il giro dei canali e dei giornali. argomenti: tutto, politica esclusa ovviamente. Il vernissage previsto tra qualche settimana.
Lo spettacolo dei gemelli Malas ha luogo sul palcoscenico più piccolo della Siria, ovvero nel loro salotto di casa, grande due metri per quattro. Ad assistervi siamo io, Said, l’attore famoso che era seduto con noi al bar, un’insegnante di inglese residente ad Abu Dhabi e uno scrittore sulla sessantina. Lo spettacolo dura un’ora, in tutto capisco si e no cinque minuti. Ogni tanto Said mi traduce in francese nell’orecchio il sunto delle battute. tutti ridono a squarciagola.
Una volta finito, torniamo al cafè Ninar prima di augurarci la buonanotte. Ad aggiungersi al nostro tavolo questa volta è un ragazzo che parla perfettamente italiano. Ovviamente, trovandosi lì, non poteva essere una persona qualunque. Ebbene, parla di fronte a me con forte accento romano Muhanad Farzat, figlio diAli Farzat, vignettista politico di fama mondiale e vincitore di numerosi premi internazionali. Muhand ha vissuto dieci anni a Roma, ha studiato cinema e poi ha proseguito sulla scia del padre come vignettista. Persino il simpatico Maurizio Costanzo lo invitò nella sua trasmissione qualche anno fa, ma poi dovette abbandonare il bel paese tra lacrime e dolore a causa di un impegno inderogabile a cui però non ha ancora ceduto e che utt’oggi gli può costare la libertà. Per farmi sentire a casa, prende carta e penna e mi fa una vignetta su Berlusconi, e ammette: in italia ho ottenuto un pò di fama grazie a lui e poi grazie a mio padre.
prego.
Quanto al padre, non sono riuscita a raccogliere troppe informazione al riguardo. Purtroppo qui, nonostante nessuno alzi un dito contro di lui, l’accesso in rete alla maggior parte dei suoi lavori viene impedito. A quanto ho capito, dovrebbe pubblicare sul guardian e in francia su qualche altro quotidiano. Gli incontri si fanno interessanti. Scopro un lato della Siria che prima ignoravo.
Complimenti. Stai allargando le tue conoscenze. Speriamo solo che non sia gente controllata dalla polizia segreta e che ti paghino gli articoli.
gran culo??enorme culo!!!!
qui ci sono miei colleghi di corso che sputano sangue per diventare giornalisti e a lei agente fioccano offerte di lavoro da ogni dove..!una sola parola:invidia!
che dire agente.. d’altronde si sapeva che l’università italiana non serve ad una benemerita mazza.. mi scusi tanto.
diciamo che volevo cullarmi in questa illusione ancora per qualche mese ma lei mi ha sbattuto in faccia la cruda realtà!
concordo con weirdb
ah bea:
1. il nome del giornale in cui scriverai?
2. perché nn ci parli un po’ di cio che pensano del governo – e non solo – i tuoi amici…so per esperienza personale che si scoprono tante cose interessanti ad essere immersi tra i dissidenti
il giornale si chiamerà zoom. purtroppo gli amici non sono così disposti ad aprire bocca. il “mio” direttore mi ha detto chiaramente che lui di politica non ne vuole sapere. l’ultima cosa che vuole è avere problemi per colpa di altri. più che chiaro. non ho potuto ribattere perchè mi trovavo in un bar di intellettuali, dove con ogni probabilità un cliente su dieci è lì solo per ascoltare questo tipo di discorsi. purtroppo le cose sono cambiate fino a un certo punto qui, e c’è sempre da guardarsi attorno quando si inizino certi discussioni.
bea visto che l’università italiana non serve ad una benemerita mazza vedi di andare a leggerti la mia mail e di rispondere.saluti miss intelighenzia e culo enorme… ti bacio
Ma in che lingua scriverai? Inglese?
…e comunque non saranno mica tutti coglioni quelli che fanno l’università in Italia! o no?
dai fox dalla coda di paglia che scherzo
Povera Franz, cosa le tocca leggere!!!
ad esempio
i tuoi amici ke sono? kurdidrusialevitisunniti?
Hai ancora notizie di Muhanad Farzat?
Sono una sua amica di Roma e non ho più notizie da due anni ormai…
Grazie
Barbara
ciao barbara sono sul facebook mi trovi mettendo muhanad farzat,
leila ciaooooooo sono muhanad, dimmi come stai? leggendo il tuo articolo mi fa lacrimare gli occhi, sei stata gentile ed una persona stra intelligente, leila la situazione oggi fa piangere tra la malinformazione che space la media siriana nel mondo e il dolore che lo subisci il popolo, a parte i fastidi che lo riceve il mio padre per le vignette che fa e pubblica sul suo sito e sul facebook,le vignette che hanno argumento sulla liberta e contro cio’ di violenza che usa i servizi secreti siriano sul popolo, a parte i modi schifosi che hanno fatto su di me vietandomi di fare film o telefilm siriani come regissta, ma dubai e l’arabia saudita mi hanno dato dei film e un telefilm dove ho fatto il regista e gia’ sono andati in onda e hanno preso sucesso. e questo fatto ha dato piu’ fastidio ad alcuni persone di grande nomi che mi hanno vietato di fare cinema o tv qui in siria, la parola liberta da tanto fastidio a loro….ma non mi arrendo, mi manca roma da morire e l’odore del vento che passa vicino alla mia finistrina della casa mia a roma e portava dentro se l’odore del profumo delle stradine di trastevere e i rimori dell’acqua delle fontanelle, e la musiac che fa ogni bacio donato tra due amanti, mi manca l’italia e gli italiani…sono sul facebook muhanad farzat.
leila contattami sul facebook ho perso i tuoi contatti….ho provato a chiamarti ma si vede che non sei in siria……quanto sei tenera
muhanad farzat
ciao barbara, ma ho 4 amiche sichiamano barbara, ma una di loro non credo che era amica perche’ ha conlaborato con il x ambasciatore siriano pagando a lei a roma ed era un bastardo mi ha dato tanti fastidi con l’aiuto di un po’ di gente pagata da lui ed assumigliano a barbara e provando di distrugere il mio nome e il mio essere come artista cosi vendicando per le vignette che faceva il mio padre e il giornale che aveva in siria e eliminando la mia voce libera che avevo in italia ed gli amici e la gente che mi voleva e mi vuoi bene ancora come li voglio io. ma grazie dio che non ha potuto l’ambasciatore di distrugere nulla, ha fallito, cio’ che ha potuto fare solo ferirmi e lasciare segni di dolore nell’anima mia , e l’animortacci sua…..
quindi spero che non sei quella barbara hehehehheheh
Ciao muhanad, è un po’ che non ho tue notizie, ma so che la nostra amicizia è salda e durevole nel tempo, visto tutto il bene che ci siamo voluti e che ancora ci vogliamo.Sono molto triste per quello che è successo a tuo papà immagino il dolore che stai provando, io non ho più il tuo numero di telefono quindi non so come contattrti, posso solo scrivere dove posso, e dove spero ti arrivi il mio messaggio, ti abbraccio forte forte Nat
Ciao Muhanad,
sono la giornalista Véronique di Roma. Non so se leggerai questo commento e non so se ti ricordi di me… Avevo intervistato tuo padre e te sulle vignette di Mahometo e la libertà di stampa nel mondo arabo. Tanti mesi fa ho saputo per Ali e mi dispiace tanto! spero che ora stia meglio. Tu dove vivi? Come va? Ti manca Roma? Ti ho cercato su FB ma senza successo. Se puoi fammi un segno scrivendomi su verv75@hotmail.com
Un forte abbraccio
caro muhanad non sono la barbara che pensavi fossi.
io sono una tua cara amica, ti ricordi la luna?
e le conchiglie? ho ancora la tua vestaglia, le tue cravatte e tutte le stampe di Ali che mi hai regalato prima di partire, sono appese sopra il mio letto. ti ho lasciato su fb il mio numero di telefono, chiamami se puoi, un abbraccio e resitere resistere resistere!
p.s. il tuo anello lo porto sempre!